"Padre Pluche dice che io in realtà dovevo essere una farfalla notturna, ma poi c'è stato un errore, e così son arrivata qui, ma non è esattamente qui che dovevano posarmi, e così adesso è tutto un po' difficile, è normale che tutto mi faccia male, devo avere molta pazienza e aspettare, è una cosa complicata, si capisce, trasformare una farfalla in una donna..."
"I’m still hoping it’s you and me in the end.”
— 10-Word Story #26 (N.A.)
"Non ero forte, ero a pezzi ma avevo imparato a tenerli insieme.”
"

Tu la devi sapere una cosa. Che poi la sai già, mi leggi dentro, ma dirlo è tutt’altra cosa. Anche se lo scrivo. È solo che la sto pensando, elaborando ora. E non posso che scrivertelo.
So che posso risultare di una pesantezza incredibile. Non lo so se ai tuoi occhi la sono. Lo so che a volte ti ammazzo con le mie frasi. Perché te le butto lí, secche. Come se non me ne fregasse niente della situazione e di tutto il resto. E cristo, in quei momenti mi piglierei a schiaffi, perché non voglio farti stare male, non voglio come dici tu che “la prendi male” perché non sai come comportarti e come interpretarla. È solo che con te, non ho difese, non ho barriere, sono un cavallo a briglia sciolta. Sono me. Con tutti i miei pensieri e i miei sentimenti. Sono me allo stato più semplice e vero. Che cosa mi fai? Con te non riesco a trattenere niente, sono spontanea, diretta, se tu mi manchi te lo dico, se ti penso te lo dico, ti dico qualsiasi cosa. Proprio perché non ho barriere. E per me è bello aver trovato qualcuno con cui il mio cervello le azzera. Divento schifosamente umana nel mio non esserlo. Solo che tu, tu. Tu come la vivi? Come la prendi?
È anche per questo che a volte quando siamo insieme mi puoi veder strana tesa o che ne so. È che la mia umanità viene fuori anche come pelle, occhi, istinti. E tenerla chiusa lì, a volte è una fatica tremenda. Ma la sopprimo, così come a volte tento di sopprimere tutto il resto. Voglio solo star bene con te, vederlo sto’ cazzo di mondo con te. E non voglio rovinarci.
E ora cascando nell’umanità ti dico chiaro e tondo, che ho bisogno di te. Ne ho bisogno davvero. Delle discussioni, delle canzoni, di tutto.
Se ti ho incontrato, proprio tu fatto così, un motivo c’è.
E ho paura di sgretolare tutto.
Per questa insostenibile umanità. Che non so come la prendi.
Cosa mi fai?
Non lo so, ma, non mi dispiace affatto.
Sei la malattia e la cura.

E ora la smetto che ho la mia vocina rompicoglioni che mi fa sentire pesa, pesissima.

— voglioviverefinoinfondo
"È sarò ancora un po’ più forte quando lo rivedrò..”
"Ma in lei c’era qualcosa che la metteva al di sopra del suo ambiente: in lei c’era lo splendore di un brillante autentico in mezzo a brillanti falsi. Questo splendore le veniva dagli occhi bellissimi e veramente misteriosi. Lo sguardo stanco e nello stesso tempo appassionato di quegli occhi colpiva per la sua assoluta schiettezza. Guardandola negli occhi pareva di leggere nella sua anima, e conoscerla significava amarla.”
Anna Karenina, L. Tolstoj (via rebloglr)
"Mi piace quando mi dici ‘a domani’ e poi domani ci sei per davvero.”
— è bello anche quando mi dici ”a domani” e poi passano mesi, bellissimo proprio (via fasialterne)
"A volte, raramente,
mi scopro a pensare
a come sarebbe stato
se invece di sorridermi,
mi avessi baciato.”

Aliberarelemaree (via aliberarelemaree)

E ancora lo faccio.

(via aliberarelemaree)
"Leggere è una sporcheria dolcissima”
— A. Baricco, Castelli di rabbia (via sognatricesenzali)
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